ORIGINALE E COPIA NELL'ARTE ANTICA
Asteres
Autore: MARCELLO BARBANERA   


Origine,sviluppo e prospettive di un paradigma interpretativo
ISBN 9788889832721 -p.160 -€.18,00 - illustrato

La cultura antiquaria del Settecento ereditava dai secoli precedenti la superiorità dell’arte greca, perciò era impreparata a considerare le celebri sculture antiche come romane. Eruditi come Joseph Addison espressero il loro scetticismo, ma Jonathan Richardson Junior e Anton Raphael Mengs constatarono che molti capolavori considerati greci erano copie romane. Singolarmente Johann Joachim Winckelmann non ne prese atto nella Geschichte (1764), e passò tempo prima che Ennio Quirino Visconti se ne convincesse. All’inizio dell’Ottocento era accettato che gran parte delle sculture antiche fosse di età romana e utilizzate nella ricostruzione dei perduti capolavori greci. Le ‘copie’ romane vennero decontestualizzate dall’ambiente sociale e dal complesso dei valori estetici in cui furono prodotte, scorporate con ciò dall’arte romana.

Tale pratica raggiunse l’apice con Adolf Furtwängler: la ricostruzione dell’originale avveniva tramite la decostruzione anatomica delle sculture romane, considerate come un catalogo di parti pronte, ricombinate per creare una scultura ideale greca.Un cambiamento di prospettiva si ha tra gli anni ’60 e ’70 del Novecento, quando alcuni studiosi spostarono l’interesse dalle copie ai loro committenti. L’arte romana viene ora vista come un sistema semantico articolato in base alle multiformi necessità espressive (Tonio Hölscher). Dopo aver discusso il dibattito più recente sull’estetica dell’emulazione nella concezione visuale dell’arte romana, l’autore si avvale di alcuni esempi dall’ambito dell’arte moderna e contemporanea e dalla musica per suggerire che il rapporto tra originale e ‘copia’ non può essere unidirezionale in senso negativo, cercando di attirare l’attenzione sul peso che i giudizi estetici moderni hanno avuto nella definizione dei problemi artistici del mondo antico.

 Marcello Barbanera si è laureato nel 1987 all’Università di Roma La Sapienza, con una tesi su «Produzione scultorea in Sicilia e Magna Grecia». Nel 1991 è diventato conservatore della Gipsoteca archeologica de La Sapienza,  di cui ha curato il progetto di restauro  insieme ad Andrea Carandini. Si è specializzato a Roma in Storia dell’Arte antica. Dal 2001 ricercatore e, dal 2003, professore di Archeologia e storia dell’arte greca e romana presso la il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università La Sapienza di Roma. Ha trascorso soggiorni di studio a Parigi (La Sorbonne) con Alain Schnapp (1997), è stato borsista della Alexander von Humboldt Stiftung presso la Freie Universität di Berlino con Adolf H. Borbein (1998 e 2005) e della Italian Academy presso la Columbia University (1999). Visiting professor all’Ecole des Hautes Etudes di Parigi (1997) e all’Institut d’Histoire de l’Art, ha tenuto conferenze in numerose università straniere. È socio corrispondente dell’Istituto Archeologico Germanico e dell’American Institute of Archaeology.La sua attività di ricerca è orientata verso la storia dell’archeologia, la scultura greca, la metodologia della storia dell’arte, la storia del collezionismo e l’archeologia della Magna Grecia.Ha  allestito le mostre «Ranuccio Bianchi Bandinelli e il suo mondo» (Roma 2001, Siena 2002), «L’occhio dell’archeologo» (Siena 2009) e organizzato i convegni internazionali «La storia dell’arte antica nell’ultima generazione: tendenze e prospettive» (2001), «Relitti riletti. Trasformazione delle rovine e identità culturale» (2007). Tra le sue pubblicazioni: Il Guerriero di Agrigento (L’Erma di Bretschneider, 1995), Il Museo dell’Arte classica (1995), L’Archeologia degli Italiani (Editori Riuniti, 1998), Ranuccio Bianchi Bandinelli. Biografia ed epistolario di un grande archeologo (Skirà, 2003), Original und Kopie (Winckelmann-Gesellschaft, 2006), Collezione di antichità di Palazzo Lancellotti ai Coronari. Archeologia, Architettura, Restauro (con A. Freccero, L’Erma di Bretschneider, 2008), Relitti riletti. Trasformazione delle rovine e identità culturale (Bollati Boringhieri, 2009), Memoria. Cultura e Costruzione del ricordo nelle società del Mediterraneo e del Vicino oriente antico (con M.L. Caldelli, L.M. Michetti, P. Matthiae, Quasar, 2010).